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Teshuvah
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Il mwcwpentimento, chiamato mwdamwdqteshuvah o mwdgmwdwteshuva (mweain ebraico תשובה‎mweq?, letteralmente "ritorno"), è il modo di espiare i peccati nell'mwegebraismo.

Le grandi mwfaFestività ebraiche, specialmente mwfqmwfgYom Kippur, rappresentano il periodo particolarmente appropriato per la teshuva.

Secondo il mwgaTalmud, il pentimento è stato tra le prime cose che Dio ha creato, prima ancora dell'universo fisico (mwgqNedarim 39b).cite-ref-scherman-1-0[1] Quando il mwhgTempio di Gerusalemme era attivo, all'ebreo veniva richiesto di portare i vari sacrifici a seconda dei tipi di peccato. Sebbene i sacrifici fossero dovuti, la parte più essenziale era mwhwteshuvah e la persona che eseguiva il sacrificio doveva confessare i suoi peccati. Attualmente, con il Tempio distrutto, l'espiazione può tuttavia essere ancora concessa facendo mwiateshuvah.

Contents

Note

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Caratteristiche della Teshuvah

Secondo lo mwjaShaarei Teshuva (lett. "Porte del Pentimento") mwjqin ebraico שערי תשובה‎mwjg?, un'opera standard di mwjwetica ebraica scritta da mwkaYonah ben Abraham Gerondi (di mwkqGerona), se qualcuno commette un peccato, un atto proibito, può essere perdonato per quel peccato se fa mwkgteshuva, il che comprende diverse pratiche e passaggi.cite-ref-yona-2-0[2]

• Deplorare/riconoscere il peccato;
• abbandonare il peccato;
• preoccuparsi delle conseguenze future del peccato;
• agire e parlare con umiltà;
• agire in modo opposto a quello del peccato (per esempio, per il peccato di mentire, si deve dire la verità);
• comprendere la grandezza del peccato;
• astenersi da peccati minori al fine di salvaguardare se stessi contro la commissione di peccati più gravi;
• confessare mwoain ebraico וִדּוּי Viddui‎mwoq? il peccato;
• pregare per espiarlo;
• correggere il peccato in ogni modo possibile (per esempio, se uno ha rubato un oggetto, l'oggetto rubato deve essere restituito o se si calunnia un'altra persona, il calunniatore deve chiedere perdono alla parte lesa);
• perseguire opere di mwpqmwpgChesed mwpwin ebraico חסד carità‎mwqa? e di verità;
• ricordare il peccato per il resto della propria vita;
• astenersi dal commettere lo stesso peccato se la tentazione si presenta di nuovo;
• insegnare agli altri a non peccare.

Guide al processo di pentimento nell'ebraismo si possono trovare presso la letteratura rabbinica, in particolare mwrqMaimonide sul suo “Regole del Pentimento" della mwrgmwrwMishneh Torah.

Particolarmente adatto per fare mwsqteshuvah è lo mwsgYom Kippur (יום כפור mwswyom kippùr, Giorno dell'espiazione), giorno di digiuno e uno degli mwtaYamim Noraim mwtq(HE) , letteralmente "Giorni terribili" (più propriamente "Giorni di timore reverenziale"). Gli mwtgYamim Noraim vanno da mwtwRosh haShana a Yom Kippur, che sono rispettivamente i primi due giorni e l'ultimo giorno dei mwuaDieci Giorni del Pentimento. In questo giorno gli ebrei fanno di tutto per assicurarsi di aver svolto mwuqteshuvah prima della fine della giornata.

Bibbia ebraica

Nella mwvaBibbia ebraica (mwvqmwvgTanakh), la parola mwvwteshuva si incontra raramente. Il verbo mwwashuv ("pentirsi") ricorre invece molto spesso.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

Confessione

Nell'mwbaEbraismo, confessione (mwbqin ebraico וִדּוּי‎mwbg? mwbwwidduy, viddui, o viduy) è una fase nel processo di pentimento e di espiazione durante il quale l'ebreo ammette di aver commesso un mwcapeccato di fronte a mwcqDio. Nei peccati contro Dio, la confessione può avvenire senza altre persone presenti; la confessione per peccati commessi contro altri è invece permesso farla pubblicamente, e in effetti mwcgMaimonide reputa tale confessione pubblica "immensamente lodevole".cite-ref-5[5]

La confessione di un peccato di per sé non comporta il perdono immediato, ma piuttosto segna un punto nel tempo dopo cui la persona dimostra di aver riconosciuto il proprio errore e di voler prevenire simili trasgressioni future, essendosi quindi liberati veramente dal peccato e meritando quindi il perdono. Non è sufficiente provare rimorso e rinunciare al peccato, anche se tali sentimenti sono un lodevole primo passo.cite-ref-6[6] Il penitente deve esprimere i propri sentimenti in parole e dire: "Ho commesso tale peccato ... e mi dispiace." Trovare scuse e razionalizzare la colpa non è ammesso in questa fase del processo di pentimento.cite-ref-scherman-1-1[1]

mwgq Viddui è leggermente diverso per i peccati commessi contro Dio o se stessi, e quelli commessi contro un altro essere umano. mwggAbraham Joshua Heschel una volta ebbe a scrivere: "Secondo la tradizione ebraica, persino Dio stesso può rimettere solo i peccati commessi contro di Lui, e non quelli contro l'uomo."cite-ref-7[7] Il vero pentimento richiede che il penitente vada dalla parte lesa e corregga il peccato nel miglior modo possibile. Il concetto ebraico del pentimento non è semplicemente la rinuncia al peccato in generale, ma al peccato specifico fatto contro una determinata persona o gruppo di persone. Solo allora si devono affrontare i processi introspettivi sopra descritti.cite-ref-8[8]

Durante lo mwjaYom Kippur, il mwjqSommo Sacerdote confessava i propri peccati e quelli di mwjgIsraele sopra un capro. Mosè fu istruito da Dio in mwjwLevitico 16:21cite-ref-9[9] di dire ad mwlaAronne:

וְסָמַךְ אַהֲרֹן אֶת-שְׁתֵּי יָדָו, עַל רֹאשׁ הַשָּׂעִיר הַחַי, וְהִתְוַדָּה עָלָיו אֶת-כָּל-עֲו‍ֹנֹת בְּנֵי יִשְׂרָאֵל, וְאֶת-כָּל-פִּשְׁעֵיהֶם לְכָל-חַטֹּאתָם; וְנָתַן אֹתָם עַל-רֹאשׁ הַשָּׂעִיר, וְשִׁלַּח בְּיַד-אִישׁ עִתִּי הַמִּדְבָּרָה.

mwmqAronne poserà le mani sul capo del capro vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto.

Aronne deve "וְהִתְוַדָּה עָלָיו", "confessare sopra di esso". In tempi moderni, questo brano fa parte della mwmwlettura della Torah per la mattina di mwnaYom Kippur e riferito nella recitazione del Servizio di mwnqAvodah durante mwngmwnwMusaf.

Struttura della confessione

mwogMaimonide, nel suo libro mwowmwpaMishneh Torah scrive in mwpqebraico:

«כיצד מתודין? אומר: 'אנא ה' חטאתי עויתי פשעתי לפניך ועשיתי כך וכך הרי נחמתי ובושתי במעשי ולעולם איני חוזר לדבר זה' וזהו עיקרו של וידוי וכל המרבה להתוודות ומאריך בענין זה הרי זה משובח»

(Mishneh Torah: "Hil. Teshuvah", Cap. 1, Legge 2)

Traduzione:

«Come ci si confessa? Si deve dire: 'Ti prego, o Dio! Ho volutamente peccato, ho peccato di lussuria e di sentimento, e ho peccato involontariamente. Ho commesso [... tale peccato ...] e me ne dolgo, e mi vergogno delle mie azioni, e non potrò mai ricommettere un simile atto.' Questa è l'essenza della confessione, e di tutti coloro che sono frequenti nel confessare frequentemente e danno grande valore a questa materia, sono veramente da lodare.»

Per una spiegazione dei tre tipi di peccato riconosciuti dalla mwqgteologia ebraica, si veda "mwqwHalakhah".

Nella preghiera

Oltre alle confessioni personali individuali, una forma di confessione è stata aggiunta alla mwrgpreghiera quotidiana. Ci sono due strutture di confessione accettate, la mwrwconfessione breve (וידוי הקטן) e la mwsaconfessione lunga (וידוי הגדול), entrambe con incluso un elenco di peccati che la persona confessa, in ordine mwsqalfabetico; la confessione breve elenca un peccato per ogni lettera e la confessione lunga ne elenca due per lettera.

Ashamnu , la confessione breve

La confessione breve viene detta come porzione del mwtqmwtgTachanun (suppliche giornaliere) subito dopo la mwtwAmidah. Si recita in piedi e sottovoce, tranne che per mwuaRosh Hashanah e mwuqYom Kippur, quando è tradizione recitarla ad alta voce. In molte congregazioni, (principalmente quelle mwugaschenazite) si usa anche cantarla nelle succitate mwuwfestività. Apparve in questa forma per la prima volta nel libro di preghiere di mwvaRav Amram Gaon (mwvqVIII secolo).cite-ref-10[10]

La formula inizia come segue: "Abbiamo commesso colpa, abbiamo tradito, abbiamo rubato, abbiamo parlato falsamente, ecc.", ("... ,אָשַמנוּ, בָּגַדְנוּ, גָזֵלְנוּ"). È nota per la sua prima parola, mwwwAshamnu (mwxatraslitterata anche con mwxqOshamnu). Una prima forma di questa confessione si trova in chiara formulazione su mwxgDaniele 9:5-19cite-ref-11[11], specialmente nei versetti 5, 9, 18-19 (mwyw"abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!"), dove il postulante stesso si riconosce senza merito e supplica il perdono di Dio solo sulla base della Sua misericordia, e che il nome di Dio non venga offuscato tra le nazioni.cite-ref-12[12] Il fedele si alza e a testa bassa per dimostrare pentimento o vergogna, confessa il proprio peccato, si batte il petto, sul cuore.cite-ref-13[13]

Al Cheyt , la confessione lunga

La confessione lunga, che include mw1wAl Cheyt (o mw2aAl Hayt) ("... עֵל חֵטְא"), ("Per il peccato ..."), un mw2qacrosticocite-ref-14[14] doppio nella liturgia aschenazita (acrostico singolo nella liturgia sefardita), è recitata solo a Yom Kippur.

Ogni riga inizia con la frase "Per il peccato che abbiamo commesso davanti a Te mediante ..." (על חטא שחטאנוּ לפניך בּ־); il prefisso בּ־ significa "mediante" o "per mezzo di", e il resto viene dato in successione alfabetica: בּmw3wmw4aאנם (compulsione), בּmw4qmw4gבלי (ignoranza), בּmw4wmw5aגלױ (pubblicamente), בmw5qmw5gדעת וּבמרמה (consapevolmente e ingannevolmente), ecc. e termina con בּmw5wmw6aתמהון יד (da ciò che è tenuto in mano, mw6qusando un termine che si trova in mw6gLevitico 5:21cite-ref-15[15]). Ciò è poi seguito da un elenco non acrostico le cui righe iniziano con "E per il peccato per cui siamo" - qui nominando l'offerta al Tempio o la punizione (comprese flagellazione e morte), che potrebbe essere imposta. Si conclude con una breve categorizzazione dei peccati (come ad esempio la violazione di un precetto positivo, o di uno negativo, oppure se il peccato può o non può essere sanato, come anche quelli non si ricordano di aver commesso). Sebbene il testo vari tra le diverse tradizioni liturgiche, si segue questo schema generale. (Cfr. anche mw7wTabella sotto)

Confessione in punto di morte

Il mw8gTalmudcite-ref-16[16] insegna che “se uno si ammala ed è in pericolo di vita, deve 'fare la confessione, poiché tutti coloro che sono condannati a morte si confessano.'” Il Trattato "Masechet Semachot"cite-ref-17[17] aggiunge che “quando qualcuno si avvicina alla morte, dobbiamo dirgli di confessarsi prima di morire, aggiungendo che da una parte esistono molti che si confessarono e non morirono, mentre dall'altra ci sono stati molti che non si confessarono e morirono, e ci sono anche molti che camminano per strada e si confessano; perché per merito della confessione tu vivrai"; un simile linguaggio viene usato nella codifica dello mw-wmw-aShulchan Aruch dove si dichiara che il testo seguente deve essere recitato da coloro che stanno morendo: “Molti hanno confessato ma non sono morti, e molti che non hanno confessato sono morti. E molti che stanno camminando fuori nel mercato confessano. Per merito della tua confessione, tu vivrai. E tutti coloro che confessano hanno un posto nel mw-qMondo a Venire.cite-ref-18[18] Il morente deve quindi recitare il mwaqividdui di preparazione alla morte. Esiste una forma abbreviatacite-ref-19[19] intesa per coloro che si trovano in condizioni molto deboli, ed una forma più lunga,cite-ref-20[20] “ovviamente se la persona malata desidera di allungare la sua confessione – anche il mwaqsviddui di Yom Kippur – gli è permesso farlo”.cite-ref-21[21] Dopodiché si incoraggia a recitare lo mwaraShema Israel e ad enunciare l'accettazione dei mwareTredici principi di Fede, e di donare denaro in carità.

Abbandonare il peccato

Il secondo principio dei "Principi di Pentimento" di mwarkRabbenu Yonah è "abbandonare il peccato" (mwaroin ebraico עזיבת - החטא‎mwars?, mwarw azivat-Hachet). Dopo essersi pentito del peccato (primo principio di Yonah), il penitente deve risolvere di non commetterlo mai più.cite-ref-22[22] Tuttavia, l'Ebraismo riconosce che il processo di pentimento varia da penitente a penitente e da peccato a peccato. Ad esempio, un peccatore non abituale prova spesso il dolore del peccato più acutamente del peccatore abituale. Pertanto, per un peccatore non abituale sarà meno difficile pentirsi, perché avrà meno probabilità di ripetere il comportamento peccaminoso.cite-ref-scherman-1-2[1]cite-ref-yona-2-1[2]

Il caso del peccatore abituale è più complesso. Se il peccatore abituale riesce a provare rammarico per il suo peccato, tale rammarico da solo non basta dato che chiaramente non si traduce in un cambiamento di comportamento. In tal caso, Rabbi Nosson Scherman raccomanda di elaborare "un sistema personale sistema di ricompense e punizioni" e di evitare situazioni che potrebbero provocare tentazione verso il peccato di cui ci si pente.cite-ref-scherman-1-3[1] Il mwas4Talmud insegna: "Chi è il penitente il cui pentimento ascende fino al Trono di Gloria? – Colui che è provato ed emerge innocente" (mwas8Yoma 86b).cite-ref-23[23]

Baal teshuva

Essere o diventare un penitente ebreo (o un "rientrato/ritornato"), viene descritto col nome mwatymwatcBaal Teshuva (mwatgin ebraico בעל תשובה‎mwatk?; per la donna: בעלת תשובה, mwatobaalat teshuva; plurale: בעלי תשובה, mwatsbaalei teshuva), che si riferisce alla persona che si è pentita. mwatwBaal teshuva letteralmente significa "maestro/a del pentimento o ritorno (all'Ebraismo)". Il termine storicamente si riferiva a quell'ebreo che non aveva osservato la mwat0mwat4Halakhah (pratica ebraica) nel corso della sua vita, ma ad un certo punto aveva completato un processo di esame interiore ed era "rientrato" nell'Ebraismo religioso e nella moralità. In Israele un altro termine usato è mwat8hozer beteshuva (חוזר בתשובה), letteralmente "ritornare in pentimento". Quindi, quegli ebrei che adottano la religione nella maturità della vita, vengono chiamati "baalei teshuva" o "hozerim beteshuva".

Movimento Baal Teshuva

Il Movimento mwaumBaal Teshuva è una descrizione del mwauqritorno di ebrei mwauusecolari all'mwauyEbraismo religioso.cite-ref-24[24] Il termine è ora utilizzato per far riferimento al fenomeno internazionale sviluppatosi tra il mwauspopolo ebraico e che descrive appunto coloro che fanno "ritorno" alla propria religione, affiliandosi alla pratica dell'mwauwEbraismo ortodosso.cite-ref-25[25] Come movimento specifico, si distingue dal mwave"Rinnovamento Ebraico" (vedi sez. sotto), che non rientra nella corrente dell'mwaviEbraismo ortodosso.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]

Tale movimento è iniziato a metà del mwavwXX secolo, quando un gran numero di ebrei altamente assimilati scelsero di praticare la propria religione mwav0ebraica, in ambito mwav4ortodosso e nei vari movimenti correlati (per es. mwav8Haredi o mwawaChassidico). Questo "ritorno" è continuato senza sosta fino al tempo presente ed è stato notato da studiosi e sociologi, che hanno scritto articoli e libri sul suo significato nella mwawestoria ebraica moderna.

Il Movimento mwawmBaal Teshuva ha luogo ovunque vi siano ebrei ed è quindi un fenomeno mondiale, che si sviluppa nelle più svariate circostanze: "Il Movimento mwawqBaal Teshuva - mwawui ritornati all'osservanza tradizionale ebraica - è uno dei fenomeni più sorprendenti della vita ebraica negli ultimi 20 anni", afferma la rivista mwawymwawcNew York, continuando:

Questa nuova consapevolezza spirituale fa parte di un più vasto rinnovo interiore che si estende a persone di tutte le religioni e tutte le credenze. Irving Kristol ha scritto, "la ricerca di una identità religiosa è, nel mondo del dopoguerra, un fenomeno generale, vissuto da mwawoebrei, mwawscristiani e mwawwmusulmani allo stesso modo. Non sembra peraltro essere un fenomeno passeggero, ma piuttosto derivante da un'autentica crisi - una crisi morale e spirituale, nonché una crisi del pensiero liberal-secolare occidentale."cite-ref-28[28]

Il Movimento mwaxiBaal Teshuva nelle sue origini si è ispirato molto alla mwaxmcontrocultura degli mwaxqanni 1960 e mwaxu1970, il mwaxyFestival di Woodstock, il nuovo interesse per le religioni orientali del mwaxcperiodo hippy. Fu come risposta a queste correnti e mode che i primi mwaxg"missionari" (mwaxkmwaxoshluchim) del mwaxsLubavitcher Rebbe, mwaxwRabbi mwax0Menachem Mendel Schneerson, vennero formati per andare tra gli ebrei "secolari" e "reclutarli all'Ebraismo".cite-ref-29[29]

Rinnovamento Ebraico

mwayumwayyRinnovamento ebraico (mwaycin ebraico התחדשות יהודית‎mwayg?) (mwaykyiddish ייִדיש רענעוואַל), è un movimento mwayoebraico recente che si propone di rinvigorire l'mwaysEbraismo moderno con attività e pratiche mwaywcabalistiche, mway0chassidiche, mway4musicali e mway8meditative. Si distingue del mwazaMovimento Baal Teshuva di ritorno all'mwazeEbraismo ortodosso.cite-ref-30[30]

Il termine mwazcRinnovamento ebraico descrive "un insieme di pratiche all'interno dell'Ebraismo, che tentano di rinvigorire un ebraismo che pare moribondo e poco interessante con pratiche mistiche, chassidiche, musicali e meditative tratte da una varietà di fonti tradizionali e non tradizionali, ebraiche e altre. In questo senso, il rinnovamento ebraico è un approccio all'Ebraismo che si può trovare all'interno di segmenti di qualsiasi delle confessioni ebraiche."cite-ref-31[31] ll termine indica quindi questo movimento ebraico emergente, propriamente chiamato "Movimento di Rinnovamente Ebraico", che si descrive come "un movimento mondiale, transdenominazionale basato selle tradizioni profetiche e mistiche dell'Ebraismo."cite-ref-32[32] Il movimento di Rinnovamento Ebraico incorpora opinioni sociali come il mwaaafemminismo, l'mwaaeambientalismo ed il mwaaipacifismo.

In merito a questo movimento, il mwaaqrabbino liberale Rachel Barenblat scrive:

Il Rinnovamento è un atteggiamento, non una denominazione; gli aderenti al Rinnovamento provengono da tutti i rami dell'Ebraismo. Il Rinnovamento pone l'accento sull'esperienza spirituale diretta, e valorizza l'accessibilità contro l'insularità ... Rinnovamento è un approccio basilare, transdenominazionale all'Ebraismo, che cerca di rivitalizzarlo attingendo dalla coscienza-immanenza del femminismo, la gioia del chassidismo, lo spirito informativo del fai-da-te del movimento Havurah, e la saggezza accumulata di secoli di tradizione. Ci sforziamo di permeare l'Ebraismo con una sensibilità ecumenica, egualitaria e post-trionfalistica, per creare un culto innovativo, accessibile e accogliente, plasmando la halakhah (legge ebraica) in modo di vita corretto e approfondendo la connessione continua e gioiosa con Dio che è al centro della pratica ebraica.cite-ref-33[33]

La fine dei sacrifici

Con la mwaa0distruzione romana del mwaa4Secondo Tempio di mwaa8Gerusalemme, la pratica ebraica di offrire mwabamwabekorbanot (sacrifici animali) venne a cessare. Nonostante in periodi successivi intermittenti piccoli gruppi di ebrei offrissero i sacrifici tradizionali sul mwabiMonte del Tempio, la pratica effettivamente si concluse.

La vita religiosa ebraica fu costretta a subire una significativa evoluzione in reazione a questo cambiamento; l'Ebraismo non poteva più fondarsi sui servizi templari. Di conseguenza, la distruzione del Tempio stimolò lo sviluppo dell'Ebraismo verso lo studio testuale, verso la preghiera e l'ulteriore sviluppo della mwabqmwabuHalakha (legge e pratica ebraiche). Una serie di sviluppi viene registrata nella mwabyletteratura rabbinica classica, che descrive questo spostamento di enfasi.

In un certo numero di passi il mwabgTalmud babilonese sottolinea che seguire la pratica ebraica (in base alla mwabkHalakhah), eseguire opere di carità, pregare e studiare la Torah, sono attività più importanti dell'offrire sacrifici animali, e possono essere utilizzati per ottenere l'espiazione dei peccati.

«Una volta, Rabbi

Jochanan Ben Zakkai

stava passeggiando col suo discepolo,

Rabbi Joshua

, vicino a Gerusalemme dopo la distruzione del Tempio. Rabbi Joshua guardò le rovine del Tempio e gli disse: «Poveri noi! Il luogo che espiava i peccati del popolo d'Israele è in rovina!" Allora Rabbi Yohannan ben Zakkai gli rispose con queste parole di conforto: "Non ti rattristare, figliolo. C'è un altro modo altrettanto meritorio per guadagnarsi un'espiazione rituale, anche se il Tempio è distrutto. Possiamo ancora ottenere l'espiazione rituale mediante atti di carità amorevole. Poiché è scritto: 'Voglio l'amore e non il sacrificio' (

Osea

6:6


(Midrash Avot D'Rabbi Nathan 4:5)

«Rabbi Elazar disse: "Fare opere buone di carità è più grande che offrire qualsiasi sacrificio, poiché sta scritto: 'Praticare la giustizia e l'equità per il Signore vale più di un sacrificio.' (

Proverbi

21:3


(Bavli, Sukkah 49)

Espiazione nell'Ebraismo rabbinico

Premesso, come già più sopra definito, che l'mwacyespiazione nell'Ebraismo è quel processo che causa il perdono o la grazia di una trasgressione come parte integrante del pentimento, l'mwaccEbraismo rabbinico regola a tutt'oggi il comportamento basilare e tradizionale dell'espiazione. Nell'mwacgEbraismo rabbinico tradizionale, l'espiazione dei peccati si otteneva mediante una combinazione di

• Pentimento
• Servizio liturgico al mwacwTempio (per es., coi sacrifici)
• Confessione
• Restituzione
• L'osservanza di mwadaYom Kippur (il giorno, distinto dal relativo servizio al Tempio)
• Tribolazioni (esperienze spiacevoli di vita)
• L'esecuzione di una sentenza di fustigazione o di morte, imposte da un tribunale riconosciuto (ora non più esistente)
• L'esperienza del morire.

Quali di queste forme siano tuttora necessarie varia a seconda della corrente ebraica (mwaduebrei ortodossi, mwadyconservatori, mwadcriformati, ecc.), la gravità del peccato, se sia stato fatto intenzionalmente, per errore, o sotto costrizione; se sia stato solo contro Dio o anche nei confronti del prossimo, e se il mwadgservizio del Tempio e i tribunali riconosciuti siano in esistenza o meno. Il pentimento è necessario in tutti i casi di peccato volontario, e la restituzione è sempre necessaria in caso di peccato contro la persona, a meno che la parte lesa rinunci.cite-ref-36[36]

La seguente tabella, basata su mwad4Maimonide (mwad8Hil. Teshuva 1:1-4), fornisce una descrizione dei requisiti per l'espiazione dei peccati dell'uomo contro Dio:

| Trasgressione | Coercizione | Errore | Premeditazione |
|---|---|---|---|
| Comandamento positivo | nessuna | nessuno | Pentimento + confessione o Servizio di Yom Kippur al Tempio |
| Comandamento negativo | nessuna | nessuno | Pentimento + confessione + Yom Kippur o Servizio di Yom Kippur al Tempio |
| Comandamento negativo severo | nessuna | Offerta del peccato (se esiste il Tempio ) in alcuni casi + confessione | Pentimento + confessione + Yom Kippur + tribolazioni o Pentimento + confessione + Servizio di Yom Kippur al Tempio |
| Profanazione del Nome di Dio | Pentimento | Offerta del peccato (se esiste il Tempio ) in alcuni casi + confessione | Pentimento + confessione + Yom Kippur + tribolazioni + morte |

La sentenza di un tribunale riconosciuto (ove disponibile) può anche sostituire "Yom Kippur + tribolazioni + morte". È importante notare che una volta che la persona si è pentita, torna ad essere amata e vicina a Dio, anche se la sua espiazione non è ancora completa (mwagoibid. 7:7).cite-ref-37[37]

Note

cite-note-scherman-11. Nosson Scherman, "An Overview — Day of Atonement and Purity", su mwahsThe Complete ArtScroll Machzor: Yom Kippur, di Scherman. Trad. Scherman, Brooklyn: Mesorah Publications, 2008, pp. XIV-XXII.
cite-note-yona-22. Yonah Ben Avraham di Gerona. mwaieShaarei Teshuva: The Gates of Repentance, trad. Shraga Silverstein, mwaiiGerusalemme, mwaimIsraele: Feldheim Publishers, 1971.
cite-note-33. mwaicTheological dictionary of the Old Testament: Vol.14, p. 473 - G. Johannes Botterweck, Helmer Ringgren, Heinz-Josef Fabry, 2004: "Il sostantivo mwaigt'suba ricorre 4 volte nella Storia Dtr, due volte nella Storia Cron. e in Giobbe."
cite-note-44. Jacob J. Petuchowski, "The Concept of 'Teshuva' in the Bible and Talmud", mwaiwJudaism, 17 (1968).
cite-note-55. Il termine mwajaViddui non si trova come sostantivo nella mwajeBibbia ebraica, ma vi si trova il concetto di confessione e la forma coniugata del verbo mwajiyadah (ידה) dal quale deriva mwajmviddui, per es. in mwajqmwajumwajyNumeri 5:7, su mwajclaparola.net.: "Dovrà confessare (הִתְוַדּוּ) il peccato commesso" e pare rientare nella categoria delle azioni verbali. Cfr. Keith Nigel Grüneberg, mwajgAbraham, blessing and the nations: a philological and exegetical Study of Genesis 12:3 in its narrative context, BZAW 332, mwajkBerlino, 2003, p. 197.
cite-note-66. mwaj0Joseph Soloveitchik, mwaj4On Repentance, p. 253, cit. in Telushkin, p. 159. Vedi anche Yonah, mwaj8Shaarei Teshuva, mwakaloc. cit..
cite-note-77. mwakqAbraham Joshua Heschel, mwakuThe Sunflower: On the Possibilities and Limits of Forgiveness, cur. da mwakySimon Wiesenthal, Schocken, 1997, pp. 164-166.
cite-note-88. Deborah E. Lipstadt, in Wiesenthal, mwakoThe Sunflower, cit., pp. 183-187.
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cite-note-1313. Macy Nulman, mwamyEncyclopedia of Jewish Prayer, cit., p. 39; mwamcViduy, VI ed., 1989, Gerusalemme, Viduy Publ., pp. 14-15.
cite-note-1414. Un mwamsacrostico (dal greco tardo mwamwἀκρόστιχον, composto di mwam0ἄκρον, «estremo» e mwam4στίχος, «verso») è un componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.
cite-note-1515. mwanimwanmmwanqLevitico 5:21, su mwanuLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1616. mwankBavli Shabbos 32a
cite-note-1717. mwan0Semachot letteralmente significa “Occasioni Gioiose” ed è usato eufemisticamente per riferirsi al lutto. Semachot è dei “Trattati Minori” che riporta le istruzioni degli mwan4Amoraim e mwan8tannaim non incluse nel canone del Talmud.
cite-note-1818. mwaommwaoqShulchan Aruch YD 338:1.
cite-note-1919. mwaogmwaokTur e mwaooShulchan Aruch YD 338 al nome del mwaosRamban.
cite-note-2020. mwao8Ma'avar Yabok 1:10
cite-note-2121. mwapmmwapqAruch HaShulchan 338
cite-note-2222. mwapgYonah ben Abraham Gerondi, mwapkop. cit., 14-15.
cite-note-2323. Cit. in Yonah, 65.
cite-note-2424. Lisa Aiken, mwaqaThe baal teshuva survival guide, 2009, p.1: "Da quando il movimento mwaqeBaal teshuva è iniziato negli mwaqianni 1960, decine di migliaia di ebrei sono diventati osservanti. Gli effetti del movimento furono così rimarchevoli che... negli anni '80 i maggiori quotidiani ..."
cite-note-2525. Dana Evan Kaplan, mwaqyContemporary American Judaism: transformation and renewal, 2009.
cite-note-2626. Cfr. articolo di Shaul Magid, "Jewish Renewal" in Mark Avrum Ehrlich (cur.), mwaqoEncyclopedia of the Jewish diaspora: origins, experiences, and culture: Volume 1, 2009, p. 627.
cite-note-2727. Timothy Miller, mwaq4America's alternative religions, 1995, p. 113.
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cite-note-2929. mwar0int. al., Janet Aviad, mwar4Return to Judaism: Religious Renewal in Israel, 1983, University of Chicago Press.
cite-note-3030. Cfr. articolo di Shaul Magid in mwasiEncyclopedia of the Jewish diaspora: origins, experiences, and culture: Volume 1, cur. da Mark Avrum Ehrlich, 2009, p. 627: "Impatto - L'impatto del Rinnovamento ebraico è già profondo, però, visto che ci si trova ancora nei suoi albori, ancora un po' sconosciuto. È importante notare che il Rinnovamento è stato alimentato dal Movimento Baal Teshuva..."
cite-note-3131. mwasyJudaism Today, di Dan Cohn-Sherbok, Continuum Publishing Group 2010.
cite-note-3232. mwaso"About Jewish Renewal" mwassArchiviatomwasw il 7 ottobre 2014 in mwas0Internet Archivemwas4..
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Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwav8(EN) Teshuvah, in Jewish Encyclopedia, New York, Funk & Wagnalls, 1901-1906.
• mwawe(EN) "Teshuva" alla Jewish Virtual Library, su jewishvirtuallibrary.org.
• mwawm(EN) "Teshuva" alla Jewish Encyclopedia, su jewishencyclopedia.com.
• mwawu(EN) mwawy"Shiurim on Teshuva" su mwawcYUTorah.org
• mwawk(EN) English translation of Tanya part 3 - Igeret Hateshuva. Guida al Teshuvah col metodo chassidico classico, su chabad.org.
• mwaws(EN) "Il Movimento Baal Teshuva come parte della crescita dell'Ortodossia" (World of the Yeshiva di William Helmreich, p. xix), su books.google.com.
• mwaw0(EN) Impatto del Movimento Baal Teshuva Movement sulla popolazione ebraica americana, su aish.com. URL consultato il 21 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2012).